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Come si usa la mappa dei pluviometri

Tutte le funzioni spiegate una per una, con i consigli per cavarne quello che serve davvero: dove è piovuto, quanto, e quando.

Mappa pluviometrica › Guida alla mappa
NOVITÀUltimi aggiornamenti 30 ottobre 2026

Rivedi la presentazione delle novità, la finestra coi filmati che compare alla prima apertura della mappa.

1La guida in video

Cinque minuti sul canale, con tutti gli strumenti della mappa mostrati dal telefono: la pioggia caduta, le piogge per funghi, i boschi, il tocco sul bosco, il filtro per altitudine e il satellite. Se hai fretta, parti da qui.

La copertina del video: la mappa boschi dal telefono su Veneto, Trentino e Alto Adige, col segnaposto su Cortina d'Ampezzo VIDEO · 5 MINUTI Guida definitiva 2026: la mappa gratuita di piogge e boschi per chi va a funghi Sul canale YouTube di Avventure Micologiche. ▶ Guarda il video

Questa pagina invece è la guida completa, per un uso approfondito: che cosa misura ogni strumento, come si leggono i colori e i numeri, che cosa cercare quando la ricerca dei funghi si fa seria, e dove il sito dichiara i propri limiti. Si legge a pezzi, con l'indice qui accanto.

2Che cosa mostra il sito

Il sito raccoglie lo storico della pioggia già caduta, misurata da oltre 5.700 pluviometri delle reti pubbliche di monitoraggio in Italia, Svizzera, Austria, Francia e Slovenia, oltre alle previsioni per i giorni successivi. Le due cose stanno in sezioni separate: lo storico dice quanti millimetri sono caduti in un punto preciso nei giorni scorsi, le previsioni che tempo farà nei prossimi sette giorni (capitolo 12).

La mappa della pioggia degli ultimi 30 giorni su Piemonte, Lombardia e Veneto: colori dal blu al rosso sopra la foto dal satellite e i pallini bianchi dei pluviometri
Piemonte, Lombardia e Veneto, la pioggia degli ultimi 30 giorni: dal blu dove ne è caduta poca al rosso dove ne è caduta di più. Ogni pallino bianco è un pluviometro.

Un pluviometro è uno strumento a terra, di un'agenzia regionale o nazionale, che raccoglie la pioggia e la misura. Ogni pallino sulla mappa è uno di questi strumenti, e il numero che compare toccandolo è la sua misura. Le fonti, agenzia per agenzia, sono elencate in Fonti e licenze.

Il sito è gratuito, senza pubblicità e senza registrazione.

3In tre passi

  1. Dì dove. Scegli una regione, oppure scrivi il nome del tuo paese nella casella Cerca località. Dal telefono puoi anche toccare La mia posizione.
  2. Dì quando. Tocca un periodo: Ieri, 7 giorni, fino a 30 giorni. Oppure Date personalizzate per un intervallo tuo.
  3. Leggi. La mappa si colora e i pallini prendono i loro valori. Tocca un pallino per vedere la misura di quel pluviometro e il suo archivio giorno per giorno.

Se tocchi un periodo senza aver scelto dove, il sito te lo dice: «Seleziona prima una regione».

4Scegliere dove guardare

Ci sono tre modi, e stanno tutti nello stesso pannello: quello che sul telefono si apre con 🔍 Cerca il paese o scegli la regione.

Il pannello «Dove vuoi guardare?» con il tasto La mia posizione e la casella Cerca località
Dal telefono: il tasto della posizione, la casella di ricerca e, sotto, l'elenco delle regioni.

La regione

Da computer le regioni si cliccano sulla mappa, e puoi tenerne fino a tre insieme: utile quando il bosco che ti interessa sta a cavallo di un confine, per esempio Liguria ed Emilia sull'Appennino. Appena ne scegli una compare ↩ Indietro, e sotto le regioni scelte, ognuna con la sua ✕ per toglierla. ↩ Indietro torna indietro di un passo, come la freccia del browser: dal radar o dai boschi alla mappa della pioggia, e da lì alla mappa d'apertura.

Dal telefono si sceglie una regione per volta, perché tre regioni su uno schermo stretto non si leggono. La voce Francia (FR) ▸ apre l'elenco delle tredici régions francesi.

La casella «Cerca località»

Scrivi il nome del paese, della frazione o del rifugio e scegli dalla tendina: la mappa ci va e accende da sola la regione giusta. Servono almeno tre lettere, perché con due i nomi possibili sono centinaia. Funziona anche con le località di Svizzera, Austria, Francia e Slovenia.

Nella stessa casella puoi scrivere delle coordinate, come te le dà il GPS o un amico: 45.4642, 9.1900, anche con la virgola (45,4642 9,19), in gradi e primi (45°27'51"N 9°11'24"E), oppure incollando un link di Google Maps. La mappa va in quel punto e ci mette il segnaposto.

«La mia posizione»

Solo dal telefono, dove ha senso. Tocchi il tasto, il telefono chiede il permesso e, se il GPS lo consente, la mappa ti porta dove sei con la regione già accesa. Se il permesso è stato negato il tasto te lo dice, e si riattiva dalle impostazioni del telefono per questo sito.

La posizione resta sul tuo telefono: non viene salvata e non viaggia nei link che condividi.

5Scegliere il periodo

Il pannello del periodo somma la pioggia dei giorni che scegli. I tasti pronti sono sei, più le date libere.

Il pannello del periodo: Ieri, 7, 10, 15, 20, 30 giorni, Date personalizzate, Radar pioggia, Mappa boschi, Satellite e Piogge per funghi
Sei periodi pronti, le date libere, il radar, la mappa boschi, il satellite e il tasto verde della finestra per i funghi.
TastoChe cosa somma
Ieriil solo giorno di ieri
7 giornigli ultimi sette giorni
10 e 15 giornidieci o quindici giorni
20 e 30 giorniventi o trenta giorni
Date personalizzatel'intervallo che scrivi tu

La giornata di oggi è sempre esclusa, e c'è scritto sul pannello. Non è una dimenticanza: il giorno in corso è per definizione incompleto, le agenzie lo chiudono e lo consolidano dopo, e mostrarlo vorrebbe dire dare un numero che entro sera sarà sbagliato per difetto. Per la pioggia in corso c'è la diretta radar.

Con le date libere si va indietro quanto è lungo l'archivio di quella regione, e l'archivio lo stiamo ancora costruendo. Oggi al nord e all'estero copre circa un anno, al centro e al sud pochi mesi, perché lì la raccolta è cominciata più tardi. Cresce di un giorno al giorno.

6Il tasto «Piogge per funghi»

È il tasto più usato del sito, e non fa niente di magico: somma la pioggia caduta da 13 a 20 giorni fa, cioè otto giorni di accumulo in una finestra che sta nel passato.

Quanti giorni dopo la pioggia nascono i funghi?

Un fungo non nasce il giorno della pioggia. Fra l'acqua che bagna il terreno e il fungo che si vede passano, per i porcini e in condizioni normali, da 13 a 20 giorni. La domanda utile quindi non è «dove ha piovuto ieri» ma «dove aveva piovuto quando serviva», e quella finestra la trovi con un tocco.

Non è una previsione di funghi. La pioggia è una condizione necessaria e non sufficiente: contano la temperatura, la quota, l'esposizione, il tipo di bosco, quanto era secco il terreno prima, e chi è passato prima di te. Il sito ti dice dove è piovuto nel momento giusto. Il resto è mestiere tuo.

Se vuoi la stessa cosa già ordinata, senza toccare niente, ci sono le pagine Piogge per funghi: la classifica delle località più bagnate in quella finestra, per tutta l'Italia e regione per regione.

7Leggere la mappa

La mappa della Liguria in una settimana di pioggia, dal 18 al 24 ottobre: la sfumatura dei colori sopra la foto dal satellite, i pallini dei pluviometri e i pannelli del periodo e della legenda
Liguria a sette giorni, dal 18 al 24 ottobre. A sinistra i due pannelli, sotto la scala dei colori con i quattro numeri del periodo. Ogni pallino è un pluviometro.

I pallini sono misure

Ogni pallino è un pluviometro vero, alle sue coordinate, e il numero che compare toccandolo è quello che ha misurato nel periodo scelto. Se due pallini vicini dicono numeri molto diversi non è un errore: un temporale estivo può scaricare quaranta millimetri su un versante e due chilometri più in là lasciare il terreno asciutto. È proprio questo che una rete di strumenti fa vedere e una previsione no.

Il colore fra un pallino e l'altro è un calcolo

La sfumatura non è misurata: è ricavata dai pluviometri vicini, dando più peso a quelli più prossimi. Dove la rete è fitta il colore è affidabile, dove è rada, per esempio in alta montagna, è un'indicazione e niente di più. Se un numero ti interessa davvero, guarda il pallino, non il colore.

02060125200300+

Millimetri cumulati sul periodo scelto. La scala non cambia mai, così venti millimetri hanno sempre lo stesso colore e due analisi si confrontano a occhio.

I quattro numeri

Sotto la scala ci sono Staz., cioè quanti pluviometri hanno dato un dato in quel periodo, più Max, Media e Min. La media va presa con le pinze: in una regione che va dal mare a tremila metri, la media fra un pluviometro di pianura e uno di cresta non descrive nessuno dei due.

Se i pallini sembrano meno del dovuto

A mappa larga si diradano, perché oltre un certo numero si sovrappongono e diventano una macchia illeggibile. Ingrandendo compaiono tutti, e il numero in legenda è sempre quello vero. Lo zoom si muove a tacche piccole, così si inquadra una valle senza passare dal troppo largo al troppo stretto.

8Le temperature di ieri sui pallini

Scelta una regione, sulla mappa compare l'icona col termometro 🌡 ieri: dal computer in alto a destra, sotto la casella di ricerca; dal telefono in basso a destra, appena sopra il pannello. Toccandola diventa blu e scrive accanto ai pallini la minima, in blu, e la massima, in rosso, del giorno prima. Si accende anche sopra la pioggia del periodo scelto, così vedi insieme quanto è piovuto e com'erano le notti. Da lontano i numeri si diradano per non accavallarsi: avvicinandoti compaiono tutti. Si spegne toccando di nuovo l'icona. Nel radar, nella mappa boschi e nelle previsioni l'icona non c'è.

La Toscana dal telefono con le temperature di ieri accanto ai pallini: la minima in blu e la massima in rosso, e in basso a destra l'icona accesa
La Toscana dal telefono con l'icona accesa, in basso a destra. Accanto a ogni pallino, minima e massima di ieri.

Se una stazione ha dato un valore che i vicini smentiscono, per esempio per un sensore guasto, quel numero non lo scriviamo e il pallino resta senza. Il link e la foto condivisa portano le temperature accese.

9La scheda del pluviometro

Toccando un pallino si apre la sua scheda: nome, millimetri del periodo, comune, quota e ranking, cioè che posto occupa fra i pluviometri di quell'analisi. #22 / 195 vuol dire ventiduesimo su centonovantacinque.

La scheda di un pluviometro con le quattro linguette Pioggia, Temp, Vento, Umidità e il grafico della pioggia giorno per giorno
Torriglia Garaventa, 68,4 mm in sette giorni, dal 5 all'11 ottobre: l'8 ne sono caduti 44. Il grafico dice quanto è caduto ogni singolo giorno, e in fondo il tasto porta alla pagina del paese.

Sotto ci sono quattro schede, tutte su dati reali di quella stazione e giorno per giorno: 💧 Pioggia, 🌡 Temp, 💨 Vento e 💦 Umidità. La prossima sezione spiega che cosa dicono e perché contano.

Non tutte le stazioni hanno tutti gli strumenti: un pluviometro puro misura solo la pioggia, e in quel caso la scheda lo dice invece di disegnare una linea inventata.

Quando quel pluviometro ha una pagina tutta sua, in fondo alla scheda compare vai alla scheda →. Che cosa c'è in quella pagina sta poco più avanti.

10Che cosa misura, e perché conta

Il sito nasce per la pioggia, ma le stesse stazioni misurano anche altro, e nei file salviamo tutto quello che pubblicano. Non è collezionismo: nel bosco quei numeri cambiano la lettura della stessa pioggia.

💧 La pioggia, in millimetri

Un millimetro è un litro d'acqua per metro quadrato. È la misura base, quella dei pallini e dei colori. Per dare un'idea: sotto i 10 mm in una finestra di otto giorni il terreno del bosco resta asciutto sotto la superficie, fra i 20 e i 40 comincia a essere una pioggia che conta, oltre i 50-60 è un evento che di solito basta a innescare, se la temperatura accompagna.

⏱ L'intensità: in quante ore

Cinquanta millimetri in un pomeriggio e cinquanta distribuiti su sei giorni sono due storie diverse, e per il terreno la seconda è molto migliore. Dal 10 settembre 2026, per ogni giornata di pioggia, contiamo le ore in cui ha piovuto e la punta caduta in un'ora. Dividendo i millimetri per le ore si ottiene il ritmo, e lo traduciamo in una parola.

La scheda del pluviometro di Platischis su sette giorni: sotto il grafico, 10 settembre, 143,7 mm in 19 ore, punta 30,3 mm in un'ora
Platischis, in Friuli: il 10 settembre 143,7 mm in 19 ore, con una punta di 30,3 mm in un'ora. La barra col bordo bianco è il giorno raccontato.
Millimetri all'oraCome la chiamiamoNel bosco
fino a 2pioggia lentail terreno assorbe tutto, è l'acqua che serve
da 2 a 6pioggia mediabagna bene e in profondità
oltre 6pioggia battentemolta acqua corre via in superficie: nei millimetri si vede, nel terreno meno

Le due soglie sono quelle della convenzione meteorologica italiana.

Dove la trovi. Nella scheda del pluviometro, sotto il grafico della pioggia, c'è il giorno più piovoso del periodo con le sue ore e la sua punta. Tocca un'altra barra e la riga passa a quel giorno. Col periodo Ieri durata e punta stanno direttamente fra le righe in alto.

Le stesse due informazioni ci sono sotto il grafico delle pagine di paese, e lì la giornata di pioggia più forte ha anche la parola: «Sono caduti in 19 ore, con una punta di 30,3 mm in un'ora: 7,6 mm all'ora, pioggia battente».

Le ore le pubblicano Piemonte, Liguria, Lombardia, Friuli, le reti del centro-sud, Svizzera, Austria, Francia e Slovenia. Toscana, Emilia, Veneto, Trentino e Alto Adige danno solo il totale del giorno: lì la riga non compare.

🌡 La temperatura, minima e massima

È il secondo interruttore dopo la pioggia. Dopo una pioggia buona, quello che decide se e quando nasce qualcosa sono le notti: minime che restano sopra i 10 gradi tengono il bosco in moto, minime vicine allo zero lo fermano. In quota la stessa pioggia di agosto e quella di ottobre danno esiti diversi solo per questo. Il grafico della scheda mostra minima e massima giorno per giorno, e serve proprio a guardare l'andamento delle notti nei giorni dopo la pioggia.

Il grafico della temperatura minima e massima, giorno per giorno🌡 Temperatura
Il grafico della velocità media del vento, giorno per giorno, con sotto le frecce della direzione💨 Vento
Il grafico dell'umidità relativa minima e massima, giorno per giorno💦 Umidità
Le altre tre linguette dello stesso pluviometro, sugli stessi giorni. La temperatura ha due linee, massima e minima. Il vento ha la media giornaliera e, sotto, una freccia per ogni giorno: l'8 ottobre arrivava da SW, il libeccio, con raffiche a 55 km/h. L'umidità ha la massima, che è quasi sempre di notte, e la minima del pomeriggio.

💨 Il vento

Il vento asciuga. Una giornata ventosa dopo la pioggia toglie umidità alla lettiera molto più in fretta di una giornata ferma, e su un versante esposto la finestra utile si accorcia. Nel grafico c'è la velocità media del giorno, e nel dettaglio di ogni giornata anche la raffica. È anche il modo per riconoscere i giorni di burrasca in una serie.

Sotto il grafico, una freccia per ogni giorno indica dove andava il vento, e la scheda dice da dove arrivava, per esempio «da SW», cioè libeccio. Un vento umido dal mare e uno secco da nord dopo la stessa pioggia non lasciano il bosco nello stesso stato.

💦 L'umidità dell'aria

Dice quanto il bosco sta restituendo l'acqua che ha preso. Dopo una pioggia, giorni con umidità alta, specie di notte, vogliono dire terreno che resta umido; aria secca e vento insieme sono la combinazione che asciuga tutto in due giorni. È l'umidità dell'aria misurata dalla stazione, non quella del terreno: quella nelle reti pubbliche non esiste, esistono solo modelli, e i modelli qui non li usiamo.

⛰ La quota

Compare nella scheda perché cambia tutto il resto: la stessa perturbazione lascia numeri diversi a trecento e a milleduecento metri, e la temperatura scende con l'altezza. Quando il pluviometro più vicino al tuo bosco sta molto più in basso, i suoi millimetri sono di solito una sottostima di quello che ha preso il versante. Dove l'ente non dichiara la quota la deduciamo dalla posizione, e in quel caso il numero ha davanti una tilde, per esempio «~ 1.240 m slm».

Come si usano insieme. La pioggia dice se l'acqua c'è stata. L'intensità dice se è entrata nel terreno o è corsa via. Temperatura, vento e umidità dicono se è rimasta lì abbastanza a lungo. Guardati i tre grafici della stessa stazione nei giorni dopo un evento: in mezzo minuto sai se quella pioggia ha ancora valore o se il bosco l'ha già persa.

Che cosa trovi nella scheda del paese

È una pagina dedicata a quel pluviometro e al paese intorno, fatta per rispondere senza dover toccare niente. Dentro c'è:

La parte alta di una pagina di paese: il titolo, il giudizio sulla pioggia degli ultimi 20 giorni coi millimetri, e i due riquadri della pioggia e dei boschi inquadrati sul paese
La parte alta della scheda di Torriglia Garaventa. Sotto continua con le previsioni, i grafici, i pluviometri vicini e l'archivio.

11La diretta radar

Il tasto Radar pioggia cambia modo: la sfumatura dei cumulati si spegne, i pallini spariscono, restano i confini e compare la pioggia in corso adesso. Tre tasti e una linea del tempo: Adesso, ▶ -2 ore per rivedere da dove è arrivata, +40 min per i quaranta minuti seguenti. Si esce col tasto, o semplicemente scegliendo un periodo.

La diretta radar: la pioggia sulla Sardegna e sul mare intorno, forte sul nord dell'isola e lungo la costa orientale, col pannello dei tasti Adesso, meno due ore e più quaranta minuti
La pioggia sulla Sardegna, il 1° novembre alle 16:30: giallo e arancio dove piove forte, sul nord dell'isola e lungo la costa orientale, azzurro dove piove poco. A sinistra i tre tasti e la scala in millimetri all'ora.

Il radar vede la pioggia dall'alto, a due chilometri di risoluzione: ti dice dove sta piovendo adesso e dove andrà nei prossimi quaranta minuti. Quanto è caduto lo misurano i pluviometri, come in tutto il resto del sito.

La fonte è il composito radar europeo EUMETNET OPERA, 155 radar in 24 paesi, servito dal progetto aperto LibreWXR.

12Le previsioni

In cima alla pagina ci sono due linguette: Storico piogge è tutto quello che hai letto fin qui, la pioggia caduta, misurata dai pluviometri. Previsioni è la pioggia che deve ancora cadere: oggi, domani e i cinque giorni dopo. Le abbiamo messe apposta in due sezioni separate, perché sono due cose diverse: una è una misura, l'altra è il calcolo di un modello.

Scegli la regione come sempre e sulla mappa compaiono città e paesi, ognuno con il tempo previsto, la massima e la minima del giorno scelto. I giorni li cambi dalla striscia in basso (sul computer a sinistra). Per un posto preciso, tocca una città o un paese oppure cerca la località nella casella: si apre il dettaglio ora per ora, con il tempo, la temperatura, i millimetri, la probabilità di pioggia e il vento. Dal dettaglio, Storico piogge qui ti riporta allo storico sullo stesso punto; e dalla scheda di ogni pluviometro, vai alle previsioni fa il percorso inverso.

La sezione Previsioni: la Lombardia vista dal satellite con il tempo, la minima e la massima su città e paesi, Milano in blu; a sinistra i sette giorni, la casella di ricerca e il dettaglio ora per ora di Milano, in basso la fascia gialla che scorre sulle città
La Lombardia oggi, sulla foto dal satellite: su ogni città il tempo, la minima e la massima. A sinistra il dettaglio di Milano, ora per ora; in basso le città che scorrono.

Le prime due giornate e mezza sono ora per ora, poi a fasce di sei ore: è così che le pubblica il modello. La probabilità di pioggia è la percentuale di scenari del modello in cui in quell'ora piove: 90% vuol dire «quasi sicuro», 20% «difficile ma possibile».

Le previsioni vengono dal modello ECMWF servite da MET Norway, l'istituto meteorologico norvegese. Si aggiornano più volte al giorno. Non entrano mai nei conti dello storico né nelle pagine dei funghi: lì restano solo i millimetri misurati.

13La mappa boschi

La pioggia dice quando andare, il bosco dice dove: faggete, castagneti, querceti e abetaie non danno gli stessi funghi. Il tasto 🌲 Mappa boschi, accanto a quello del radar, cambia modo: la pioggia e i pallini spariscono, e i boschi si colorano per tipo, in undici gruppi, sopra il rilievo di monti e valli.

La mappa boschi in Val d'Aveto, fra Liguria ed Emilia: faggete in verde, castagneti in arancio, querceti in ocra sopra il rilievo, col pannello della legenda
La Val d'Aveto, a cavallo fra Liguria ed Emilia: faggete in verde, castagneti in arancio, querceti in ocra, e sotto i colori il rilievo delle valli. Sotto la legenda, le due carte usate.

Ogni regione e ogni valle ha anche la sua pagina, con quanto pesa ogni tipo di bosco, i paesi intorno e la carta ufficiale da cui viene il colore: parti dalla mappa forestale d'Italia. Castagneti, querceti e abetaie hanno anche una pagina loro, con i loro funghi: castagneti, querceti, abetaie e peccete.

Dove c'è. La mappa boschi copre ventuno regioni: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Sicilia, Marche, Umbria, Molise, Campania, Calabria, Toscana e Sardegna. Le carte usate, regione per regione, sono in Fonti e licenze.

Tocca un punto: bosco, quota, versante, pendenza

Tocca un punto qualsiasi della mappa: si apre una nuvoletta con tutto quello che serve per decidere se quel posto vale il giro.

La nuvoletta aperta toccando un castagneto vicino a Borzonasca: quota 208 metri, versante a sud-est, pendenza 28 gradi, sole del mattino, e il tasto Apri su Google Maps
Un tocco su un castagneto vicino a Borzonasca: 208 metri, versante a sud-est con 28° di pendenza, cioè sole del mattino e terreno che asciuga. Sotto, il tasto per aprire il punto su Google Maps.

Che bosco c'è: faggeta, castagneto, abetaia, col colore della legenda.

Quota: i metri sul livello del mare.

Versante: da che parte guarda il pendio, per esempio «a sud-est», e sotto cosa vuol dire: un versante a nord tiene l'umido, uno a sud prende il sole e asciuga prima.

Pendenza: quanto è ripido, in gradi; sotto i 6° la nuvoletta scrive «pianeggiante».

Apri su Google Maps: il punto su Google Maps, da salvare, guardare dal satellite o per farti portare.

Versante e pendenza sono quelli del fianco della valle intorno al punto, misurati su 250 metri per parte.

Come si usa

Scegli la regione e tocca il tasto: la mappa inquadra la regione. Se prima hai cercato un paese, si apre sul paese, abbastanza vicina da leggere i versanti. Da lontano i boschi sono una macchia unica: ingrandisci sulla valle che ti interessa. Si esce col tasto stesso, che nel frattempo è diventato ✕ Chiudi mappa, con ↩ Indietro, oppure scegliendo un periodo.

La mappa boschi dal telefono intorno a Borzonasca, col segnaposto rosso, il rilievo sotto i colori e sotto la legenda dei tipi di bosco
Dal telefono, intorno a Borzonasca: castagneti in arancio sui versanti, faggete in verde più in là, e il rilievo che fa leggere le valli. Sotto la legenda e il nome della carta.

Anche le pagine di paese e di zona delle regioni coperte hanno il tasto Guarda i boschi, che apre la mappa boschi già centrata su quel posto.

Confrontare pioggia e boschi

Con un periodo di pioggia già scelto, tocca ⇆ Confronta con piogge: compare una barra da trascinare. A sinistra vedi dove ha piovuto, a destra che bosco c'è, e muovendo la barra li confronti sullo stesso posto.

La barra del confronto: a sinistra la pioggia degli ultimi 30 giorni fra Liguria ed Emilia, a destra i boschi col rilievo intorno a Borgo Val di Taro
Fra Liguria ed Emilia: a sinistra la pioggia degli ultimi 30 giorni, a destra i boschi intorno a Borgo Val di Taro. Trascinando la barra si passa dall'una agli altri.

Filtrare per altitudine

Sotto la legenda c'è ⛰ Filtra per altitudine: trascina le due frecce e sulla mappa restano solo i boschi fra le quote che scegli. Le barre sono i boschi che hai a schermo, divisi per altitudine a fasce di 100 metri, e la percentuale dice quanti ne restano dentro la fascia.

La mappa boschi intorno a Borzonasca filtrata fra 800 e 1.200 metri: restano soprattutto le faggete in verde, e sotto la legenda le due frecce sul profilo dei boschi con il 36% dei boschi
Intorno a Borzonasca, fra 800 e 1.200 metri: restano soprattutto le faggete, il 36% dei boschi a schermo. Sotto la legenda, le due frecce sul profilo dei boschi.

Spostando o ingrandendo la mappa il profilo si aggiorna. La fascia resta finché sei nella mappa boschi, e il link che condividi la porta con sé.

I colori

ColoreChe cosa mette insieme
faggetei boschi di faggio
castagnetii boschi di castagno e le selve da frutto; in Veneto e in Friuli anche i rovereti, perché lì la carta li tiene insieme
quercetiroverella, rovere, farnia, leccio e sughera, e i querco-carpineti; anche il cerro, nelle regioni dove la carta non lo separa
cerretei boschi di cerro, nelle 14 regioni la cui carta li separa dagli altri querceti
abetaie e pecceteabete bianco e abete rosso
laricetilarice e larice con cembro
pinetepino silvestre, nero, marittimo, domestico e d'Aleppo
robinietii boschi di robinia
carpino, orniello e acerii boschi di carpino nero e orniello, che le carte chiamano orno-ostrieti
conifere non precisateconifere di cui la carta non dice la specie
pioppi, salici, ontani e frassinii boschi lungo fiumi e torrenti: pioppi e salici, ontano nero e bianco, frassino meridionale, e al sud le tamerici dei greti
altri boschitutto il resto: latifoglie miste, mughete d'alta quota, e arbusteti e macchia dove la carta li conta

Il rilievo

Sotto i colori c'è il rilievo: le ombre dei monti, come se il sole arrivasse da nord-ovest. Viene da TINITALY, il modello del terreno d'Italia a 10 metri dell'INGV, lo stesso da cui ricaviamo quota, versante e pendenza.

14I boschi dal satellite

Il tasto 🛰 Satellite sta accanto a Mappa boschi, e c'è anche nel pannello della mappa boschi: la cartina lascia il posto alla foto dal satellite e i colori dei boschi restano sopra. Ingrandendo fino in fondo si distinguono le case, i singoli alberi e i sentieri, e capisci se quel bosco è fitto o rado, se c'è una strada per arrivarci, dove lasciare la macchina.

Santo Stefano d'Aveto dal satellite nella mappa boschi: le case fra i prati, i boschi colorati sopra la foto, la nuvoletta aperta su un robinieto a 981 metri, e nel pannello il tasto Satellite acceso con la manopola dell'intensità
Santo Stefano d'Aveto dal satellite: le case fra i prati, i boschi in colore sopra la foto, e la nuvoletta di un robinieto a 981 metri con il tasto per Google Maps. Nel pannello il tasto Satellite acceso, in verde, e la manopola dell'intensità.

Intensità boschi: la manopola regola quanto i colori coprono la foto; di partenza stanno al 30%.

Nascondi boschi: toglie i colori e lascia la foto nuda, Mostra boschi li rimette com'erano.

Il tocco funziona come sulla cartina: che bosco è, quota, versante, pendenza, e il tasto per aprire il punto su Google Maps.

Il filtro per altitudine vale anche qui: i boschi fuori dalla fascia spariscono dalla foto.

Le foto sono di Esri (World Imagery); i nomi dei paesi sono i nostri. Il satellite si usa solo nella mappa boschi: tornando alla pioggia si spegne, e ogni volta si riparte dalla cartina.

15Condividere

In alto nel pannello della legenda ci sono due tasti. Da computer si chiamano 🔗 Copia link e 📷 Immagine, dal telefono 🔗 Invia link e 📷 Invia foto, perché lì passano dal menu di condivisione.

Se hai ingrandito su una valle, lo scatto tiene la tua inquadratura. Se non hai toccato lo zoom, il sito allarga quanto serve a far entrare tutta la regione.

16Le pagine del sito

Oltre alla mappa ci sono più di mille pagine, per chi vuole la risposta già scritta invece di cercarla.

Poi ci sono le pagine per chi va a funghi. Contano la pioggia da 13 a 20 giorni fa, nei soli posti da bosco:

E le pagine delle previsioni, che partono dalla mappa delle previsioni:

Da novembre a marzo, sotto il titolo delle pagine funghi, un avviso ricorda che si è ai margini o fuori stagione.

Le pagine sono gusci fissi e i numeri li scaricano al momento: quello che leggi è sempre aggiornato a ieri.

17Nove consigli

  1. Parti dal tuo paese, non dalla regione. Scrivi il nome nella casella di ricerca: arrivi già inquadrato, e di lì allarghi.
  2. Guarda il pallino, non la macchia di colore. Il colore è calcolato, il pallino è misurato.
  3. Tocca il pluviometro più vicino al bosco, non quello del paese, e guarda la sua quota. Fra il fondovalle e i mille metri, con lo stesso temporale, i millimetri cambiano molto.
  4. Apri sempre il grafico della pioggia. Cinquanta millimetri in un pomeriggio e cinquanta in sei giorni sono due storie diverse.
  5. Dopo la pioggia guarda le minime. Notti sopra i dieci gradi tengono il bosco in moto, notti fredde lo fermano.
  6. Confronta due periodi. Prima 7 giorni poi 30 giorni: capisci subito se quella pioggia è un episodio o la coda di un mese piovoso.
  7. Per i funghi usa il tasto dedicato, non «Ieri». La pioggia che conta è quella di due settimane prima.
  8. Ingrandisci prima di dire che un pluviometro manca. A mappa larga i pallini si diradano per non sovrapporsi.
  9. Se mandi la mappa a qualcuno, manda il link, non lo screenshot: lui può muoverla, cambiare periodo e guardarsi il suo pluviometro.

18Domande frequenti

Sono previsioni?

Lo storico no: tutto quello che vedi lì è pioggia già caduta e misurata da strumenti a terra, con la sola eccezione della previsione a quaranta minuti della diretta radar, dichiarata come tale. Le previsioni per i prossimi sette giorni stanno nella loro sezione, la linguetta «Previsioni», e non entrano mai nei conti dello storico.

Perché non c'è la pioggia di oggi?

Perché la giornata non è finita e le agenzie la consolidano dopo. Mostrarla vorrebbe dire dare un numero che entro sera sarà sbagliato per difetto. Per la pioggia in corso c'è la diretta radar.

Quanto indietro posso andare?

Quanto è lungo l'archivio di quella regione: circa un anno al nord e all'estero, pochi mesi al centro e al sud, dove la raccolta è cominciata più tardi. Cresce di un giorno al giorno.

Due pluviometri vicini dicono numeri molto diversi. È un errore?

Quasi sempre no, è la realtà dei temporali: sono fenomeni piccoli, e un versante può prendere tutto mentre quello accanto resta asciutto.

Il colore dice quaranta e il pallino dodici. Chi ha ragione?

Il pallino. Il colore fra i pluviometri è ricavato da quelli intorno, e dove la rete è rada sbaglia. Fidati sempre della misura.

Perché il mio pluviometro non c'è?

Tre possibilità: la mappa è troppo larga e i pallini sono diradati, quindi ingrandisci; lo strumento non ha pubblicato abbastanza giorni in quel periodo, e allora resta fuori; oppure quella rete non pubblica dati aperti e non ce l'abbiamo. Nel dubbio scrivici col nome del posto.

Perché nella mia regione la mappa boschi non c'è?

Perché quella Regione non pubblica una carta dei tipi di bosco abbastanza precisa, o non l'abbiamo ancora aggiunta. Per ora le regioni sono ventuno, elencate nella sezione della mappa boschi; le altre entrano una alla volta.

Ogni quanto si aggiorna?

I dati vengono raccolti più volte al giorno, con poche richieste e distanziate, per non pesare sui server delle agenzie. Quello che vedi arriva fino a ieri.

Posso usare le immagini e i dati?

Le immagini della mappa sì, citando il sito: la striscia in fondo allo scatto lo fa già. I dati appartengono alle agenzie, che ne sono le uniche titolari, e le licenze stanno in Fonti e licenze.

Il sito è gratuito? Ci sono pubblicità?

È gratuito, senza pubblicità, senza registrazione e senza newsletter. Se ti è utile, il modo di dire grazie è iscriverti al canale.

Questo è un sito ufficiale di qualche ente?

No. È un progetto indipendente, senza nessun rapporto con le agenzie di cui usa i dati aperti. Le fonti sono sempre citate, e le richieste degli enti titolari hanno la precedenza su tutto.

Mi garantisce che trovo i funghi?

No, e nessuno può. Il sito dice dove è piovuto e quando. Temperatura, quota, bosco, terreno e fortuna restano fuori.

19Avvisi, ritardi e limiti

Il sito dichiara i propri limiti nel punto in cui contano, cioè addosso ai numeri. Se vedi una scritta rossa nel pannello, è una di queste.

Le stime

Quasi tutto quello che vedi è misurato. Restano due casi in cui il valore è una stima da modello, e sono sempre marcati come tali: l'archivio più vecchio di quando abbiamo cominciato a raccogliere una certa rete, e i rari giorni in cui l'agenzia non ha pubblicato. Una stima non viene mai spacciata per misura. L'Abruzzo per ora è tutto così, perché una fonte di stazione aperta non l'abbiamo ancora trovata, e c'è scritto.

I ritardi

Le agenzie chiudono e consolidano i dati con tempi diversi: il Friuli può arrivare fino a 48 ore dopo, la Slovenia ha un ritardo dichiarato di 36 ore, qualche rete del centro-sud pubblica a giorni alterni. Quando un periodo cade dentro un ritardo il sito lo scrive invece di mostrare uno zero, perché «non pubblicato» non vuol dire «non è piovuto».

I pluviometri fermi e i pallini che mancano

Uno strumento può guastarsi, e allora smette di pubblicare o pubblica zero. Un controllo automatico lo cerca ogni settimana. E se un pluviometro ha dato un dato per meno del 60% dei giorni del periodo scelto, il suo pallino non partecipa: sommare quattro giorni su trenta e chiamarli «trenta giorni» sarebbe un numero falso, più basso del vero.

Quando fa fede l'agenzia

I valori possono differire da quelli pubblicati dall'agenzia per orari di consolidamento diversi o per correzioni successive alla fonte. In caso di differenza fa fede il dato dell'agenzia titolare. Se ne trovi uno che non torna, scrivici: le segnalazioni sugli errori sono la cosa più utile che ci puoi dare.

20Mappa del sito

Ogni regione ha due pagine: una con tutta la pioggia, pianura compresa, e una con i soli posti da bosco, nella finestra da 13 a 20 giorni fa che serve per i funghi.

Dove ha piovuto: tutti i pluviometri, pianura compresa

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